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Prevenire l'Alzheimer è possibile grazie alla tecnologia

Tra le malattie neurodegenerative più conosciute, il morbo di Alzheimer spicca per triste popolarità. Si tratta di una forma di perdita degenerativa che diventa progressivamente invalidante, portando chi è affetto a perdere la memoria e altre abilità abilità intellettuali.

Ma quanto è diffusa questa patologia? In tutto il mondo il conteggio è di oltre 10 milioni di casi, di cui circa 1,3 milioni solo in Italia. Ad oggi, nonostante i progressi della Medicina, non esiste una cura. C'è però un modo per contrastare l'Alzheimer: la prevenzione. Grazie ai nuovi strumenti che la tecnologia ha reso fruibili, è possibile monitorare i pazienti anziani che hanno più probabilità di sviluppare il morbo. I dispositivi intelligenti diventano un'arma potente e affidabile per prevenire l'Alzheimer e le sue conseguenze.

L'Identikit dei dispositivi smart per la prevenzione Il progetto internazionale My-AHA, di cui l'ospedale Molinette di Torino è tra i principali sostenitori ed esponenti, è nato con il proposito di permettere agli anziani di tenere sotto controllo la propria salute risparmiando sui costi sanitari. L'ausilio di una piattaforma apposita, che analizza i dati ricevuti da strumenti di monitoraggio all'avanguardia ma economicamente sostenibili, riuscirà ad individuare le situazioni di rischio per intervenire tempestivamente sui casi. I dispositivi che possono rilevare il decadimento cognitivo dei pazienti sono: • Smartphone d'uso ordinario sui quali vengono installati dei giochi concepiti per verificare le capacità mnemoniche dei soggetti;

• Materassi speciali muniti di banda che sorvegliano la qualità del sonno;

• Occhiali giapponesi che hanno il potere di sottovalutare l'equilibrio del soggetto attraverso i movimenti del corpo;

Una volta ottenuti i risultati, alcuni pazienti direttamente monitorati per arginare i peggioramenti nell'arco temporale di un anno e mezzo. Il fine ultimo sarà dare vita ad un piano di lettura terapeutica da mettere in atto.  Una menzione speciale la merita la sperimentazione di un chatbot apposito, Chat Yourself: il suo ruolo è quello di intrattenere una comunicazione con i pazienti, semplificando la loro vita nello svolgimento di azioni quotidiane. In questo modo ai soggetti verrà ricordato cosa fare e sentiranno di avere una vita quanto più simile alla normalità, un aspetto che gioverà al ritardo del decadimento cognitivo. Se vuoi saperne di più, visita il nostro sito


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