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App Salute

Amazon, Google, Microsoft e Apple sono 4 nomi tra i più conosciuti che hanno espresso il proposito di entrare nella sanità digitale. L’obiettivo in palio è emergere sull’altro per accaparrarsi il posto migliore sul mercato. Perché? Semplice: il potere economico che ne deriva è grande e la digitalizzazione dei servizi sanitari ha delle potenzialità di crescita davvero incredibili.

Questo perché la risposta da parte dei consumatori è frutto di una serie di inefficienze subite, tra code infinite agli ospedali e assistenza approssimativa, quindi una svolta in questo senso semplifica la vita a chiunque. Tra le dichiarazioni rilasciate, spicca quella di Tim Cook – amministratore delegato di Apple – che ha profetizzato l’ambito del contributo più importante che la celebre azienda porterà alla società: la salute.

Ma quali sono le intenzioni e le proposte dei Big della tecnologia? Eccone un assaggio:

• AMAZON: inarrestabile nelle sue ambizioni, punta ad entrare nel mondo delle assicurazioni lanciando una health insurance propria. A seguire, lo scopo della farmacia online per la vendita di medicinali a basso costo con relativa consegna domiciliare. Chiudono il cerchio il cloud computing per la sanità e i laboratori clinici, ovvero un software capace di elaborare le informazioni relative ai pazienti per aiutare i medici nel processo di cura e diagnosi preventiva e Alexa, pronta ad acquisire in futuro le abilità per accedere alle informazioni sanitarie del consumatore guidandolo nella gestione degli appuntamenti medici e nel controllo della sua salute;

• GOOGLE: fedele al potere di cui dispone, vuole impegnarsi nella gestione dei dati personali del consumatore, incluse le cartelle cliniche, le analisi, le ricette e i dati che ne derivano. Inoltre, porta avanti degli studi sul genoma e sulla telemedicina in collaborazione con alcune grandi personalità in campo farmaceutico: AstraZeneca, Sanofi, Dexcom e GlaxoSmithKline. Tra i servizi inclusi spiccano apparecchiature in grado di monitorare il diabete nei pazienti, fino alla diffusione di posate specifiche che possono essere usate dai soggetti con una limitata mobilità. Ultimo, non per importanza, l’intervento dell’intelligenza artificiale in ambito chirurgico: utile per la formazione degli specializzandi;

• MICROSOFT: già padre della divisone Healthcare dal 2017, che mirava a proporre soluzioni sempre più innovative sul fronte dell’intelligenza artificiale e del settore del cloud computing, vuole semplificare e rendere fruibile l’inserimento dei dati clinici dei pazienti e la loro condivisione, aggirando inutili complicazioni d’uso. Degno d’attenzione il suo impiego per la cura di sistemi Windows essenziali alla gestione operativa appannaggio delle strutture sanitarie. Non sono da meno le collaborazioni avviate con alcune grandi aziende come Walgreens Boots Alliance per la vendita di apparecchi biomedicali che competono con Amazon. Un altro obiettivo? Dar vita a soluzioni che possano monitorare le malattie croniche connesse a dispositivi appositi. Si aggiunge il progetto Health Partner Alliance improntato su alcune migliorie importanti in ambito sanitario, come la riduzione di ricoveri, lo sviluppo di diagnosi precoci e l’ottimizzazione delle procedure nei pronto soccorso, grazie allo sfruttamento più efficiente dell’AI;



• APPLE: garanzia comprovata nel suo settore, vuole sviluppare una linea di dispositivi che sfruttano App che riguardano la salute. Cosa prevedono nello specifico? Si tratta di sistemi che non solo fungono da raccoglitore dei dati personali dei consumatori, proteggendone sempre la privacy come primo requisito, ma sono condivisibili con il proprio medico e le assicurazioni relative. Già con l’Apple Watch nato nel 2018, abbiamo avuto un assaggio del monitoraggio del ritmo cardiaco e delle fibrillazioni atriali, inclusi anche i sintomi di malattie come il morbo di Parkinson.

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